proiezione evento NEL NOME DI ANTEA all’MPX | Mar 19 e Mer 20 Giugno


Programmazione: 
Martedì 19 Giugno - Mercoledì 20 Giugno
proiezione evento NEL NOME DI ANTEA all’MPX | Mar 19 e Mer 20 Giugno


Martedì 19 Giugno | ore 18.45 - 21.15
Mercoledì 20 Giugno | ore 17.00 - 18.45 - 21.15

in prima visione all’MPX il film documentario
NEL NOME DI ANTEA - L’Arte italiana al tempo della guerra
(Italia 2018, 75’)
di Massimo Martella


«Quando crolla una civiltà e l'uomo diventa belva, chi ha il compito di difendere gli ideali della civiltà? I cosiddetti "intellettuali", cioè coloro che hanno sempre dichiarato di servire le idee e non i bassi interessi. Sarebbe troppo comodo essere intellettuale nei tempi pacifici, e diventare codardi, o anche semplicemente neutri, quando c'è pericolo» (Fernanda Wittgens, lettera dal carcere, 1944)

Il ritratto di Alessandro Manzoni e quello di una giovane donna, detto Antea: due opere d'arte italiane prendono voce per raccontare la nostra storia. Durante la Seconda Guerra Mondiale le innumerevoli opere esposte nei musei italiani hanno rischiato di essere distrutte, rase al suolo dai bombardamenti e dall'incuria del regime fascista. Ma grazie al prezioso lavoro di alcuni sovrintendenti che le hanno portate in rifugi sicuri, è stato anche possibile salvarne molte altre. NEL NOME DI ANTEA ci ricorda l'importanza del patrimonio artistico e celebra l’impegno di coloro che hanno permesso di salvaguardarlo.

clicca qui per vedere il trailer di NEL NOME DI ANTEA
 


Biglietto intero € 7,50 - attive le consuete riduzioni MPX (info in biglietteria)
PREVENDITE APERTE: biglietti acquistabili negli orari di apertura del cinema



Quando un paese entra in guerra, a cosa va incontro il suo patrimonio artistico?
Vale la pena rischiare la propria vita per salvare un’opera d’arte dalla distruzione?
Due famosi ritratti della pittura italiana raccontano come, insieme a migliaia di altri capolavori, uscirono indenni dalla Seconda Guerra Mondiale. Il salvataggio fu messo in atto da un pugno di giovani funzionari italiani delle Belle Arti, il cui coraggio e dedizione sono rimasti nell’ombra fino a pochi anni or sono. All’inizio protessero le opere dai bombardamenti nascondendole in luoghi sicuri, distanti dalle città in cui la guerra seminava morte e devastava chiese, palazzi storici e monumenti; poi, dopo l’armistizio, con pochissimi mezzi e a rischio della propria vita cercarono di metterle al riparo dall’avanzare della linea del fronte e da possibili razzie.
Molti sono stati gli umili eroi di questa fuga per la salvezza, che si è svolta incessante dietro le quinte del conflitto. Qui si racconta di Pasquale Rotondi, che in due rifugi nelle Marche mise in salvo migliaia di opere del Nord Italia; di funzionari ministeriali come Lavagnino, Argan, Lazzari, che quando nessun posto in Italia era più sicuro, pur privati di ogni incarico dal nuovo governo della Repubblica di Salò riuscirono a ricoverarne una parte all’interno del Vaticano; dell’odissea delle opere d’arte napoletane, portate via da Montecassino dove erano nascoste poco prima che l’abbazia venisse rasa al suolo; dei capolavori dei musei fiorentini, trafugati dai nazisti e recuperati prima che passassero il confine; di due giovani studiose, Palma Bucarelli e Fernanda Wittgens, che unendo competenza e sprezzo del pericolo salvarono i capolavori loro affidati; infine, dei tentativi di restaurare ciò che sembrava irrimediabilmente perduto. Anche se non tutto si è salvato, è grazie a loro che possiamo ancora ammirare e mostrare al mondo i Caravaggio, i Giorgione, i Raffaello. Il generale Clark disse che fare la guerra in Italia era come combattere in “un maledetto museo”. Quel museo è sopravvissuto, e se da un lato continua a raccontare la storia della nostra identità, dall’altro trasmette immutato a chiunque venga a visitarlo nei musei e nelle piazze italiane il valore universale della bellezza.

 

Orario degli spettacoli
Martedì: 
19 Giugno ore 18.45 - 21.15
Mercoledì: 
20 Giugno ore 17.00 - 18.45 - 21.15

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