LA RICOTTA + APPUNTI PER UN’ORESTIADE AFRICANA di Pier Paolo Pasolini


Programmazione: 
Giovedì 07 Aprile
MPX Classic 2021-2022
LA RICOTTA + APPUNTI PER UN’ORESTIADE AFRICANA di Pier Paolo Pasolini

Giovedì 7 Aprile | ore 21.00
Venerdì 8 Aprile | ore 16.30 - 18.45
appuntamento “doppio”

LA RICOTTA (Italia/Francia 1963, 35') di Pier Paolo Pasolini
a seguire APPUNTI PER UN’ORESTIADE AFRICANA
(Italia 1970, 73') di Pier Paolo Pasolini


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LA RICOTTA (1963)

con Orson Welles (il regista, doppiato da Giorgio Bassani), Mario Cipriani (Stracci), Laura Betti (la ‘diva’), Edmonda Aldini (un’altra ‘diva’), Vittorio La Paglia (il giornalista), Maria Bernardini (la strip-teaseuse), Rossana Di Rocco (la figlia di Stracci)

“La società italiana era cambiata, cambiava: il solo modo di vedere in questo momento il sottoproletariato romano era di considerarlo come uno dei molteplici fenomeni del Terzo Mondo” (Pier Paolo Pasolini). Fame, passione e martirio di un povero generico, Stracci, ultimo tra gli ultimi che impersona un ladrone crocefisso sul set di un film su Cristo, diretto da un regista (Orson Welles, doppiato da Giorgio Bassani) marxista ed estetizzante, perso nei tableaux vivants delle deposizioni di Pontormo e Rosso Fiorentino. Un apologo fulminante e bellissimo, un attacco frontale contro il fariseismo che gli costerà sequestri, tagli e una condanna per vilipendio della religione.

Fui condannato a quattro mesi con la condizionale in base a una legge fascista che è ancora in vigore perché fra i magistrati di qui non è mai stata fatta una epurazione. Sono molti i magistrati condannati da tribunali antifascisti che ancora ‘siedono a scranna’. Nel codice fascista sono contemplati molti reati di vilipendio, compresi quello alla nazione, alla bandiera, alla religione. Il processo fu una specie di farsa, e la sentenza fu ribaltata in appello. Non saprei ancora dire esattamente perché e di che fui imputato, ma per me si trattò di un periodo tremendo. Fui diffamato pubblicamente per settimane e settimane, e poi per due o tre anni dovetti subire una specie di persecuzione inimmaginabile. Non posso, tuttavia, dire veramente perché tutto questo sia avvenuto, se non come espressione dell’opinione pubblica, che io giudico essere, cosa curiosa, profondamente razzista.
(Pier Paolo Pasolini)


APPUNTI PER UN’ORESTIADE AFRICANA (1970)

Dalla Tanzania all’Uganda, Pier Paolo Pasolini percorre l'Africa cercando i corpi e i luoghi per un film in forma di ‘film da farsi’, liberamente ispirato alla trilogia dell’Orestiade di Eschilo. L’Africa, che negli anni Sessanta stava dolorosamente uscendo da secoli di colonialismo, è vista da Pasolini come lo spazio di un processo di metamorfosi dal mondo arcaico alla modernità, dove l’irrazionalità primigenia deve coesistere con il “nuovo mondo della ragione”. È la voce dello stesso Pasolini a guidare lo spettatore in un itinerario filmico che assume una natura eterogenea e ‘impura’ di saggio per immagini, analisi antropologica e diario di viaggio, con squarci visionari e poetici. Le immagini girate dal poeta-regista sui “silenzi profondi e paurosi” dell’Africa si confrontano a violente sequenze documentarie sulla guerra del Biafra, a un esperimento musicale con Gato Barbieri “nello stile del jazz”, a brani di rituali primitivi funebri o gioiosi.

L’Orestiade sintetizza la storia dell’Africa di questi ultimi cento anni: il passaggio cioè quasi brusco e divino da uno stato ‘selvaggio’ a uno stato civile e democratico: la serie dei Re, che, nell’atroce ristagnamento secolare di una cultura tribale e preistorica, hanno dominato – a loro volta sotto il dominio di nere Erinni – le terre africane si è come di colpo spezzata: la Ragione ha istituito quasi motu proprio istituzioni democratiche. Bisogna aggiungere che il problema veramente scottante e attuale, ora, negli anni Sessanta – gli Anni del Terzo Mondo e della Negritudine – è la ‘trasformazione delle Erinni in Eumenidi’: e qui il genio di Eschilo ha tutto prefigurato. Tutte le persone avanzate sono d’accordo (cfr. per esempio le testimonianze mondiali al Festival di Dakar) sul fatto che la civiltà arcaica – detta superficialmente folclore – non deve essere dimenticata, disprezzata e tradita. Ma deve essere assunta all’interno della civiltà nuova, integrando quest’ultima, e rendendola specifica, concreta, storica. Le terribili e fantastiche divinità della Preistoria africana devono subire lo stesso processo delle Erinni: e divenire Eumenidi. Queste sono le ragioni strutturali di una trasposizione dell’Orestiade nel mondo africano.
(Pier Paolo Pasolini, 1969)


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BIGLIETTI (unico per entrambi i film del 7 Aprile)
intero: 7,50 €
ridotto (over 60, abbonati Cineforum, carta Feltrinelli): 5,50 €
studenti: 4,50 €

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